Campagne di comunicazione ed attivita’ operative in difesa dell'ambiente

RETI FANTASMA

Con l’impiego della componente subacquea del Corpo dislocata sul territorio nazionale, il Comando Generale, su indicazione del Ministro dell’Ambiente, ha avviato nel 2019 una campagna nazionale mirata al recupero delle reti da pesca abbandonate nei fondali marini e lungo le coste della nostra Penisola, le cosiddette “reti fantasma”.

Queste reti sono responsabili dell’alterazione dell’ecosistema marino, in quanto disperdono nell’ambiente le microparticelle sintetiche delle quali sono composte. Rappresentano, inoltre, per le specie ittiche che vi rimangono intrappolate, dei veri e propri “muri della morte”, sempre più spesso – purtroppo – a danno delle specie marine protette oltre che un pericolo per la sicurezza dei sub.

L’attività operativa, partita nel luglio 2019, si è sviluppata tramite una preliminare raccolta di informazioni attraverso i Comandi territoriali, in collaborazione con le categorie professionali operanti sul mare e le associazioni ambientaliste, al fine di acquisire una mappatura generale circa la presenza delle reti fantasma lungo le coste.

Da ottobre 2019 i Nuclei subacquei della Guardia Costiera sono in campo per svolgere concretamente l’attività di rimozione di queste reti. Ad oggi, oltre 7 tonnellate di reti abbandonate sono state recuperante dai fondali marini.

RETI FANTASMA

Dall’inizio dell’anno è stata molto intensa l’attività operativa della Guardia Costiera nel contrasto alla pesca illecita, soprattutto in specifiche aree dove il fenomeno risulta più accentuato. 

Durante l’estate del 2020, oltre ai mezzi presenti presso i Comandi del bacino Tirrenico meridionale, un impiego continuativo di assetti aereo-navali d’altura è stato garantito dalla Guardia Costiera, che per ben 80 giorni complessivi ha mantenuto in quel tratto di mare i propri mezzi eseguendo in totale 40 missioni dedicate, che hanno portato al sequestro di oltre 120 km di reti irregolari.

#PlasticFreeGC

Nel 2019, a seguito della stipula di un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, il Comando Generale ha avviato il progetto di comunicazione ed educazione ambientale “PlasticFreeGC”, attraverso il quale l’attenzione è stata focalizzata sul contrasto alla dispersione delle microplastiche in mare.

Diverse le attività svolte durante questa campagna:

  • spot istituzionale coprodotto con la Rai e realizzato in Puglia presso l’area marina protetta di Torre Guaceto. Lo spot è stato diffuso su tutti i canali del servizio pubblico raggiungendo, dal 12/07/2019 al 25/08/2019, 671.495 contatti in 219 passaggi.
  • conferenze negli istituti scolastici per incontrare e sensibilizzare gli studenti sul tema della lotta alla dispersione delle microplastiche in mare. 333 studenti incontrati e 1.119 conferenze svolte, di cui 28 presso Università.
  • iniziative di carattere sociale (incontri ed eventi) portate avanti dai comandi territoriali in collaborazione con le Amministrazioni civiche e le Associazioni ambientaliste locali; 995 eventi PlasticFreeGC realizzati sul territorio e oltre 75 tonnellate di plastica raccolta durante gli eventi.
  • attività mirata sui social media e sul sito istituzionale della Guardia Costiera; 050 persone raggiunte dalle campagne social.

In occasione della Giornata del mare 2021, è stata lanciata la funzione Avvistamenti all’interno dell’  app #PlasticFreeGC, già disponibile gratuitamente sulle piattaforme online, nata nell’ambito dell’omonimo progetto di comunicazione ed educazione ambientale, lanciato dal Comando generale della Guardia Costiera nel 2019 su mandato del Ministero, e incentrato sul contrasto alla dispersione delle microplastiche in mare.

L’app si arricchisce così di una nuova funzione-avvistamenti, attraverso la quale il cittadino avrà l’opportunità di segnalare, attraverso il proprio smarthphone, la presenza di particolari specie marine, accedendo all’app che rileverà automaticamente la posizione del segnalante e geolocalizzerà le immagini che verranno condivise in diretta.

Tutte le informazioni confluiranno su un server dedicato presso il Comando generale da cui vi sto parlando, per poi essere sottoposte ad una verifica di carattere scientifico curata dall’Istituto Tethys Onlus, che si adopera per la conservazione dell’ambiente marino attraverso la ricerca scientifica e con il quale la Guardia Costiera ha sottoscritto uno specifico protocollo operativo.

Le evidenze scientifiche elaborate grazie alle preziose segnalazioni dei cittadini, verranno poi condivise con l’intera comunità scientifica e contribuiranno ad arricchire le banche dati in possesso del Ministero, costituendo informazioni essenziali per conoscere lo stato di salute dei nostri mari e del loro ecosistema.

SPAZZAMARE

L’otto giugno 2020, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, i sommozzatori dei 5 Nuclei sub della Guardia Costiera, insieme a centinaia di subacquei volontari, si sono immersi in darsene e porticcioli di tutte le regioni costiere d’Italia, dando vita all’operazione “Spazzamare“, promossa dalla Guardia Costiera e dal progetto europeo Clean Sea Life, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della sostenibilità ambientale per gli ecosistemi marini e costieri.

Oltre 12 le tonnellate di rifiuti raccolte nei porti, nelle aree protette e nelle zone archeologiche sommerse.

I Comandi territoriali e i sommozzatori della Guardia Costiera hanno garantito la necessaria cornice di sicurezza in mare, coordinando l’attività di tutti i diving presenti nella più vasta operazione di bonifica dei fondali marini mai realizzata in Italia.

Gli enti territoriali hanno garantito lo smaltimento dei numerosi rifiuti recuperati dal mare.

SPOT CON ENRICO BRIGNANO

Il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera  e l’Ufficio stampa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare hanno attivato una collaborazione per la realizzazione di uno spot istituzionale finalizzato alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica in merito alla problematica della dispersione nell’ambiente dei dispositivi di protezione individuale utilizzati per arginare l’emergenza sanitaria Covid-19.

Il protagonista dello spot è Enrico Brignano non nuovo a collaborazioni con la Guardia Costiera. Già nel 2018 fu testimonial della campagna di prevenzione sulla sicurezza in mare legata all’operazione Mare Sicuro.

L’artista, anche quest’anno, ha dato la sua disponibilità per sensibilizzare la collettività su tematiche di primaria importanza, partecipando alla riprese di questo spot, che è stato pianificato, organizzato e realizzato dal personale dell’Ufficio Comunicazione del Comando Generale e dell’Ufficio Stampa del Ministero dell’Ambiente.

Lo spot in programmazione sulle reti radio- televisive della Rai dal 4 luglio, fa parte della

 campagna di comunicazione “Alla natura non serve” del Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con la Guardia Costiera, Ispra, Iss e Enea, presentata dal Ministro Costa lo scorso 30 giugno, presso la sede del Comando Generale della Guardia Costiera.

CAMPAGNA OPERATIVA “DAL LOCKDOWN ALLA RIPARTENZA”

Acque particolarmente limpide e una situazione nel complesso stabile per le sostanze legate alle attività produttive. È il primo quadro generale che emerge dal monitoraggio straordinario effettuato dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) e dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto. A partire dal mese di aprile 2020, su richiesta del Ministero dell’Ambiente, è stata avviata una campagna di analisi in mare – oltre quelle ordinarie – per fotografare gli effetti del lockdown sulle acque italiane. Il monitoraggio è stato condotto in 457 stazioni di prelievo lungo tutto l’arco costiero nazionale, scelte tra quelle che presentavano dati storici confrontabili con quelli 2020.

Scopo dell’indagine straordinaria era quello di conoscere lo stato di salute dei nostri mari a ridosso del lockdown per avere evidenza scientifica di quello che già i nostri occhi potevano verificare, ovvero mari più limpido e un ambiente più pulito, affinché tali standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green.

Elemento comune a diverse regioni è la particolare trasparenza del marecon valori superiori alle medie stagionali. In alcuni tratti del ponente ligure la visibilità della colonna d’acqua arriva fino a 15 metri di profondità, quando normalmente raggiungeva i 10 m; aumentata la trasparenza anche in diverse località del Lazio. Ad influire su questo fenomeno non è solo l’assenza delle attività umane: la scarsità delle piogge e particolari fattori meteo-climatici hanno portato in mare una quantità minore di solidi sospesi. Arpa Emilia Romagna ha effettuato studi sui materiali sospesi in mare utilizzando il sistema di osservazione satellitare Copernicus: grazie al Sentinel-3 è stato possibile osservare dall’alto (per poi verificare in situ) la diminuzione delle particelle presenti in acqua rispetto agli anni precedenti, specialmente alla foce del Po. Specifiche indagini alle foci dei due principali fiumi italiani, Po ed Adige, sono state condotte da Arpa Veneto, Ispra e Capitaneria di Porto di Venezia.

Il monitoraggio straordinario ha indagato la presenza in mare di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare (del fosforo, azoto, ecc). Un tratto che accomuna alcune regioni è la presenza di una minor quantità di nutrienti rispetto agli anni passatii composti dell’azoto e del fosforo influiscono significativamente sulle condizioni trofiche e sono una delle cause di alterazione (eutrofizzazione) delle acque marine costiere.

Nelle acque della Campania è diminuito significativamente anche l’inquinamento acustico. L’Arpa regionale ha verificato come l’assenza in mare di imbarcazioni, e ancor più degli idrogetti, abbia influito sul comportamento di molti animali marini.

Sono questi i primi elementi emersi dalle analisi straordinarie condotte negli ultimi mesi in mare. Per fare una valutazione completa di questi risultati occorrono, tuttavia, intervalli di studio più ampi e su tempi più lunghi quali sono quelli naturali di risposta del mare.

“La campagna straordinaria di monitoraggio ambientale, svolta su indicazione del Ministro dell’Ambiente” ha dichiarato il Comandante Generale delle Capitanerie di porto, Ammiraglio GIOVANNI PETTORINO ” ha permesso non solo di fotografare lo stato dei nostri mari, ma di consolidare la collaborazione tra Corpo delle Capitanerie di porto e il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ISPRA e Arpa). Una sinergia operativa su tutto il territorio nazionale che permetterà di operare in futuro in maniera ancor più efficace per proteggere e tutelare l’ambiente marino e costiero”.

Nel complesso l’attività ha visto impegnati circa 300 militari della Guardia Costiera che hanno effettuato 127 specifiche missioni, impiegando i mezzi navali in dotazione. Inoltre i cinque nuclei subacquei della stessa Guardia Costiera hanno eseguito 24 missioni, finalizzate a verificare lo stato della flora e della fauna, soprattutto nelle aree di maggior pregio naturalistico quali le aree marine protette.

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